Umani

Quella umana è la razza numericamente dominante.

Presupposti culturali


In un momento del tutto imprecisato della storia delle civiltà definibili come classiche un evento catastrofico sancisce la nascita di una nuova Era. La Lux in Tenebra, la leggendaria spada del Campione, eroe del Bene, viene ritrovata e, in qualche modo, distrutta. Tutta la magia divina e arcana che essa ingloba e catalizza si espande in pochissimi istanti, influenzando in modo irreparabile il mondo, sia il Pentacolo, sia le Terre dell'Oltre Barriera.

Questo evento è conosciuto come La Fine.

Tutti gli esseri con anima muoiono, i non-morti, si estinguono. Tutte le altre creature viventi, come gli animali, sopravvivono, preservando un seme del passato, stralci di memoria per lo più senza significato. Gli unici a salvarsi tra umani e umanoidi sono gli esseri dotati di poteri psionici, la mente e il potere della ragione ha il totale sopravvento sul divino e sulla magia. Tra le fortunate creature che si salvano, vi sono anche gli umani.

La civiltà degli umani giunge dal più remoto passato di LiT, abbracciando l’intero nuovo universo. Anche gli umani, come gli Elfi, i Nani e le altre creature, sentono l’Impronta, ovvero quel senso di appartenenza a qualcosa di non ben definito, un legame con il passato del tutto cancellato da eventi inspiegabili.

Sviluppo culturale della società umana


Sul pianeta Orgin, popolato dagli Elfi, vi sono moltissimi resti delle antiche civiltà umane che un tempo dominavano le zone abitate del pianeta. L’interesse geli Umani per il loro passato è grande, almeno quanto il loro proiettarsi verso il cosmo illimitato e profondo. Purtroppo non potrebbero sopravvivere sul pianeta Origin, non senza opportuni respiratori, e non è nemmeno facile ottenere dalle autorità elfiche i permessi per indagare i resti del passato presenti sul pianeta. In ogni caso il rapporto con gli elfi è buono, come con i nani.

Gli Umani sono per antonomasia coloro che meglio si adattano ai diversi ambienti in cui vivono. Le loro caratteristiche fisiche e mentali li rendono in grado di sfruttare al meglio la stragrande maggioranza delle possibilità offerte dai luoghi di insediamento. Tuttavia, a differenza di Nani ed Elfi, non hanno particolari doti che consentano loro di assurgere a livelli eccelsi con la mente (Elfi) o con il pragmatismo (Nani). L’adattamento non è solo una prerogativa fisica, ma anche culturale. Gli umani sono duttili, capaci di condurre la mente in filosofie e percorsi mentali di grande complessità, elevatezza o stravaganza, attitudini culturali che si differenziano in base alle aree geografiche di civilizzazione. Ad ogni modo prevale in questa epoca un senso di impotenza, una volontà di preservare la razza già minacciata in passato, il tentativo di controllare quello spazio e quel tempo che sembrano così sfuggenti. Se è pur vero che tra gli umani non vi siano eccellenze come per le altre razze è anche vero che essi hanno i più sensibili e fini letterati, scrittori, poeti, scultori, attraverso le cui opere si intravede quell’inquietudine di fondo, quella volontà di controllo che però sfugge alle realtà dei fatti. Gli Uomini di questo tempo hanno la piena consapevolezza della loro fragilità, dell’impossibilità di controllare realmente gli eventi. Sentono la mancanza di qualcosa, molti di loro guardano il cielo interrogandosi sul cosa possa essere il vero senso di un’esistenza alla quale sono stati destinati per motivi che non comprendono.

Non c’è nulla che un umano non possa intraprendere: ingegneri, architetti, artisti, scienziati, grandi informatici, iniziatori di grandi dottrine di pensiero e padri di una spiritualità che metta al centro l’uomo e la sua esigenza di comprendere. Gli umani si adattano molto bene agli impianti di organi e parti meccaniche che sopportano quasi sempre molto bene.

Il sistema sociale


Variegato, legato per lo più alle zone geografiche. Coloro che sicuramente sono al di fuori di quasi tutti gli schemi sociali sono i Ribelli che hanno le loro basi operative sul pianeta B.A.S.E.

Quella degli umani è dunque la progenie più numerosa, variegata e domina, se non altro in numero e possibilità di sviluppo, il sistema planetario.

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